martedì 17 ottobre 2017

In Sardegna, viaggiatore scritto dal viaggio

I viaggi sono i viaggatori. I viaggi non sono quello che vediamo, ma quello che siamo.

Niente di meglio che le parole del grande Fernando Pessoa, per inoltrarci nella Sardegna di Emilio Rigatti e trovare  la migliore conferma: è vero, il viaggio è prima di tutto ciò che facciamo che sia, essendo noi stessi.

E allora ecco la Sardegna, che c'è poco da fare, nel nostro immaginario è più mare e sole e sedia a sdraio per la nostra indolenza, che terra da esplorare, anzi da solcare. Ma ecco soprattutto un viaggiatore lento, insofferente agli stereotipi, disposto alla curiosità e all'incontro.

Così la Sardegna non è più la Sardegna delle cartoline, la Sardegna è promessa e possibilità, è mistero racchiuso già nel titolo con cui Rigatti esce per Ediciclo: Ichnusa, nome meraviglioso, nome che non è solo di un'ottima birra peraltro ben celebrata tra queste pagine, ma dellisola che Emilio ci schiude.

Ichnusa: così la chiamavano gli antichi greci. E un viaggio può cominciare con le parole, anche  con una sola parola, per farsi poesia e geografia.

Poi i primi colpi di pedale e la sensazione di aver davvero conquistato un altrove, dove è possibile sentirsi straniero e nello stesso tempo essere accolto. Paesaggi e quindi altre parole a tenere compagnia: quelle dei grandi scrittori sardi.

Il viaggiatore - dice Emilio - deve arrivare al punto di essere scritto dal viaggio.

Che è affermazione che ben sintonizza con quanto diceva Pessoa. Soprattutto quando si viaggia nella Sardegna e ci si scopre più lontani che ai Caraibi. Soprattutto quando pedalare è mettersi in gioco, nell'anima prima ancora che nel corpo. Soprattutto quando si accetta che l'isola di pietra possa essere cura per il nostro cuore.


1 commento:

  1. Lo leggevi sul treno Verona - Mantova, e ho preso appunti. Ora è passato di diritto in wishlist!

    RispondiElimina