martedì 30 agosto 2016

Il mare che bagna i pensieri, attraverso l'Europa

Senza la differenza fra prossimo ed estraneo, fra appartenenza e non appartenenza, non sarei mai diventata una scrittrice.

Si racconta così, Ilma Rakusa, donna nata in Slovacchia da padre sloveno e madre ungherese, una famiglia con le valigie sempre pronte per assecondare le onde dei destini collettivi e le opportunità - più spesso le necessità - della vita. Senza questo continuo spostarsi, senza questo incessante sradicarsi che in realtà significa mettere radici in un mondo più vasto, oggi non avremmo il suo sguardo, la sua parola capace di imbrigliarci in una rete di emozioni e pensieri.

Il mare che bagna i pensieri, uscito per Sellerio, è un libro potente, un'autentica rivelazione: il libro che non mi aspettavo. Non un saggio, piuttosto un memoir, piuttosto un mosaico di storie, ricordi, scene di vari tempi della vita, cui corrispondono le tessere di una geografia che è anche emotiva.

Dalla Slovacchia alla Svizzera, da Budapest a Trieste, quante frontiere varcate, quante case abitate, quanti cambiamenti. Passaggi della memoria, una bambina che si fa adulta, la storia che si incrocia con il lessico e le abitudini di una famiglia. Un filo narrativo per sbrogliare tutta la matassa, quello della nostalgia. Nostalgia che prova a recuperare ciò che si era, ma anche nostalgia dell'Europa, nostalgia delle tante patrie, dei luoghi diversi e uniti da una storia individuale e collettiva.

Bambole di pezza, primi baci, zii lontani, da una parte. Dall'altra il grande fiume della storia. E a tenere tutto il miracolo della scrittura.

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