lunedì 2 maggio 2016

Da Canterbury a Roma, il cammino della vita

Metti che una volta parti davvero, zaino in spalla e gambe che non aspettano altro che di macinare la strada. Metti che davanti hai qualcosa come 1.600 chilometri e l'idea che questo possa essere davvero il viaggio della vita, perché non è che il viaggio della vita debba per forza implicare un altro continente, una meta esotica. Metti che il modo per regolare diverse cose con te stesso sia quello di inseguire le tracce di viandanti e pellegrini di secoli fa, ombre di un cammino che solo negli ultimi anni è ritornato in voga.... e si parla ovviamente della Via Francigena, ma non di un pezzo della via Francigena, proprio di tutta la via Francigena, da Canterbury a Roma.

E' quanto ha fatto, qualche tempo fa, Enrico Brizzi, insieme a Marcello Fini, al fotografo Valerio Gnesini, e di volta in volta qualche altro compagno di tappa. I diari che sono frutto di questa esperienza, pubblicati da Ediciclo, sono una bella lettura: insieme guida e suggestione, riflessione e proposta.

Comincia con una strada che non domanda altro che essere percorsa. Tre mesi e 33 città dopo rimane l'emozione di una viaggio strano e fertile: stipato come fu d'incontri con sant'uomini e personaggi bislacchi, viaggiatori autentici e semplici turisti, e arricchito dagli ultimi richiami del sacro e del selvaggio nel cuore dell'Europa occidentale.

Poi uno sistema questo libro sullo scaffale ed è già via con l'immaginazione: quale sarà il mio cammino, il mio viaggio della vita?

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