domenica 21 giugno 2015

Due minuti di parole per cambiare la storia dell'America


Il miglior discorso che la storia americana avrebbe ricordato per sempre era di appena dieci frasi. Durava due minuti.

E' questa la storia che qualche tempo fa Marco Missiroli ci ha raccontato con  I due minuti che inventarono l'America, pubblicata su La Lettura.  E' la storia del discorso di Gettysburg, pronunciato da Abramo Lincoln dopo la battaglia più sanguinosa della Guerra civile.

Quel giorno - il 19 novembre 1863 - c'erano i famigliari dei caduti: non poteva essere un'orazione come le altre, non poteva essere la retorica della guerra.

Le autorità accolsero Lincoln spiegandogli che avrebbe avuto tutto il tempo a disposizione. Chi lo precedeva - l'ex segretario di Stato - si stava dando daffare con un intervento di due ore.

Ma quando si presentò davanti alla folla, l'applauso fu rotto da una voce: chi ci ridarà i nostri figli?

Il Presidente si toccò la barba, guardò l'orologio, ripiegò in quattro i fogli e se li mise in tasca. In fondo, c'era bisogno di pochissime parole, per il discorso che si dice abbia rifondato lo spirito del Nuovo Mondo. 

Mi piace questa storia, mi piace ancora di più guardando a questi nostri giorni, in cui il tempo è scarso e le parole sono inflazionate. Come se ancora il valore e l'importanza di quanto si ha da dire si dovessero misurare sul tempo preteso e a volte indebitamente sottratto a chi ascolta.





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