lunedì 25 maggio 2015

Vado sui vecchi binari per nostalgia

Vado sui vecchi binari per nostalgia, perché il treno è un pezzo del mondo di ieri, solido di ferro di pietra e di legno.

Ci vado perché un ponte ferroviario primo Novecento può avere le proporzioni sublimi di un Partenone.

Ma ci vado anche per capire l'oggi, per sapere cosa pensa la gente, e per questo ho da frequentare stazioni, non aeroporti; dunque, viaggio per vedere esattamente quello che i politici - gente di scarpa lustra - non vedono, in quanto utenti fissi d'aeroporto.

Ma scelgo il treno, perché no, anche per leggere il futuro, per capire dove va la mia Europa o semplicemente se l'Europa va ancora da qualche parte.

Ci vado per passare in silenzio le linee di faglia, zitto come un pesce-siluro, e per sentire lo scricchiolio dei confini che si disfano o risorgono.

(Paolo Ruiz, Come cavalli che dormono in piedi, Feltrinelli)


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