mercoledì 18 marzo 2015

I buoni che non hanno posto nella letteratura

Si sa, e lo testimonia la storia della letteratura, che è difficile rendere interessanti i personaggi buoni e gentili, come sono rari i grandi romanzi che parlano di felicità.

Ed è un fatto, per quanto triste e sgradevole, che i media si crogiolano nelle sventure umane, e sono quelle che la gente ha voglia di leggere.

Quando è stata l'ultima volta che nelle pagine di cronaca si è dato ampio spazio alla notizie di qualcuno che ha fatto qualcosa di buono per il prossimo?

Perché siano le disgrazie, i lutti e il dolore a far aumentare le vendite di libri e giornali me lo sono spesso chiesto, senza trovare la risposta.

Ma di una cosa sono assolutamente sicuro: esistono persone buone, che vogliono il bene degli altri, a volte addirittura a proprie spese, e fanno il possibile per evitare di danneggiarli o ferirli. 

Perché non dovrebbero avere diritto al loro posto nella letteratura?

(Bjorn Larsson, Diario di bordo di uno scrittore, Iperborea)

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