venerdì 6 marzo 2015

Dopo Charlie Hebdo, il filosofo che ci aiuta a pensare

Se i cosiddetti fondamentalisti di oggi credessero veramente di stare percorrendo la via della Verità, perché mai dovrebbero percepire i non credenti come una minaccia, perché mai dovrebbero invidiarli?

Slavoj Žižek  non è certo autore facile, anzi, fin dal suo cognome si presenta come piuttosto impervio. Come è anche giusto che lo sia, un filosofo la cui opera sembra tutta votata a non dare niente per scontato.

Nonostante il sorprendente successo di questo filosofo di Lubiana (ovviamente tutto è relativo, non si parla di Ken Follett), finora mi ero tenuto alla larga dai suoi libri, impaurito da titoli quali  Meno di niente. Hegel e l'ombra del materialismo dialettico. Sono stato invece felicemente tentato da questo L'Islam e la modernità (Ponte alle Grazie), non un saggio ponderoso, ma una riflessione di nemmeno cento pagine sul mondo in cui ci siamo risvegliati dopo la strage a Charlie Hebdo.

Un pamphlet, verrebbe da dire, con una parola un po' in disuso. Ma un pamphlet senza rancore, senza voglia di rivalsa, senza la tentazione dei luoghi comuni. Piuttosto l'azione responsabile di un grande intellettuale nei confronti di un mondo che ci fa paura. E cosa può fare un intellettuale, in un mondo così? Ci sono alcune righe che offrono la migliore risposta:

Ora che siamo tutti sotto shock, a causa della furia omicida che ha investito Charlie Hebdo, è il momento giusto per armarsi di coraggio e pensare.

Ecco cosa può fare: pensare. E aiutarci a pensare.

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