venerdì 12 settembre 2014

Un idealista tedesco in Papua Nuova Guinea

Verrà perciò raccontata, a titolo esemplificativo, la vicenda di un singolo tedesco, un romantico, che come molti altri di questa specie fu un artista mancato, e se essa dovesse richiamare alla mente qualche analogia con un successivo romantico e vegetariano tedesco, che forse avrebbe fatto meglio a restare accanto al suo cavalletto, ebbene, ciò è del tutto intenzionale e non a caso.

Non che in realtà c'entri molto, l'Hitler evocato in questa citazione (a proposito, meglio sopprimere senz'altro quel "forse") con l'August Engelhardt che è il protagonista di Imperium di
Christian Kracht. Se non per il fatto che entrambi respirano l'aria della Germania di inizio secolo, così intrisa di volontà di potenza e di ideali che volano troppo alto, in attesa di schiantarsi al suolo.

Almeno al protagonista di Imperium non abbiamo massacri da attribuire, crudeltà da elencare, se non nei confronti di se stesso: giovane idealista, vegetariano, nudista, autore di un libro dal titolo che è insieme programma e auspicio - Un futuro spensierato. Il suo sogno? Avviare una piantagione di noce di cocco, non per calcolo imprenditoriale, ma per regalare all'umanità un nuovo modo di alimentarsi.

Un futuro da costruire, lontano, molto lontano: in un brandello di quell'impero coloniale che di lì a poco  la Grande Guerra avrebbe spazzato via anche dalle carte geografiche: perché chi si ricorda ora che c'era un pezzo di Germania in quella che oggi è Papua Nuova Guinea e che quella che chiamiamo Nuova Britannia un tempo era la Nuova Pomerania?

Come andrà a finire, mentre tutto il mondo vacilla sull'orlo del precipizio, non sto a dirlo. Ma questo è certamente un libro che si fa leggere: originale, intenso, spiazzante.

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