lunedì 14 luglio 2014

Il leopardo delle nevi che sta dentro di noi

Era il 1973 e l'inverno era alle porte. Partire prima di tutto è rispondere a una domanda che ancora oggi risuona: cos'è che spinge un uomo a partire e percorrere a piedi più di 400 chilometri, tra le montagne dell'Himalaya? 

Cosa c'è prima di questo bel libro che il tempo non ha logorato, Il leopardo delle nevi di Peter Matthiesen (edizioni Neri Pozza)?


Forse il fascino dell'antica civiltà tibetana, ancora non travolta dai tempi moderni. Forse il richiamo di questi posti, di queste cime innevate e gole profonde. 

O forse proprio quell'animale, quella creatura che è più un mito che una presenza. E in effetti solo in questo modo si può dare un senso a questo incredibile viaggio di due mesi e centinaia di chilometri dietro un animale raro ed elusivo, tanto che sembra avere la consistenza del sogno.

Del leopardo delle nevi di Peter Matthiesen riesce più facile raccontare qualcosa intorno a un fuoco che rintracciare le orme. Però è proprio questa la sfida. 

Tranne comprendere che, in qualche modo, il leopardo delle nevi siamo noi stessi e che in effetti ciò a cui si dà la caccia è un significato alla vita

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