mercoledì 30 luglio 2014

I versi di Callimaco in un vecchio quaderno di liceo

Io consiglio a te anche questo, di non andare dove camminano i carri, e non spingere il carro sulle stesse orme degli altri né per una strada larga, ma per strade non battute, anche se spingerai il tuo carro per una strada più stretta.

Ho fatto una prova: questa frase è facile pescarla su Internet, anche se non sapete chi l'ha scritta, né a quale opera appartenga. Basta digitare la parola gioventù e scegliere su uno dei tanti elenchi di citazioni. Un attimo ed ecco qui: non andare dove camminano i carri...

Pochi click per catturare parole che resistono da duemila anni e più: il prologo delle Origini di Callimaco, poeta dell'antica Alessandria di Egitto... non spingere il carro sulle stesse orme degli altri...

Qualche giorno fa mi sono imbattuto proprio in questa frase, però non su Internet. Su un mio quaderno del liceo. Più precisamente sul suo retro di copertina. Come se per me avesse un valore particolare.

Però non per la fatica della traduzione – chissà se l'ho davvero mai tradotta dal greco – o perché mi potesse tornare utile in vista di una interrogazione.

Quei versi dovevano essere importanti come per me lo erano i versi di Garcia  Lorca, di Pablo Neruda, di Vladimir Majakovskij.

I versi che un ragazzo di nemmeno diciotto anni ricopia inseguendo i suoi sogni.

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