mercoledì 19 febbraio 2014

Diventare scrittore per andare al Giro d'Italia

Sì, ma se non potevo diventare un corridore, come lo facevo io il Giro d'Italia?

Non mi sono fatto prendere dal panico e ho buttato giù una lista di modi alternativi: magari potevo guidare un'auto della carovana, solo che gli autisti erano tutti ex corridori, e se non riuscivo a diventare un ciclista era molto difficile diventare un ex. 

Allora forse potevo fare il massaggiatore, ma l'idea di toccare le cosce nude e sudate di altri uomini non mi piaceva tanto. E allora via col meccanico, il poliziotto, il giudice, l'elicotterista... infinite erano le vie per arrivare al Giro.

E l'unica che non mi è mai venuta in mente è quella che alla fine mi ci ha portato davvero.

Ma in effetti all'epoca non l'avrei mai detto che al Giro poteva servire uno scrittore. Non sapevo nulla di libri, anzi, l'unica cosa che sapevo era che non mi piacevano.  Ne avevo letto uno solo, il "Giro del mondo in 80 giorni", e mi aveva annoiato così tanto che gli 80 giorni mi erano sembrati 80 secoli. 

E allora come potevo immaginare che altri libri, scritti da me, mi avrebbero portato dalla noia di quel giro del mondo alla gioia del Giro d'Italia?

(Fabio Genovesi, Tutti primi sul traguardo del mio cuore, Mondadori)

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