mercoledì 1 gennaio 2014

Perché infanzia e vecchiaia sono i due stati più profondi

Più invecchio anch'io, più mi accorgo che l'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi che ci è dato vivere.

In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita.

Il viso liscio di Michel bambino e quello inciso al bulino di Michel vecchio si somigliano, ciò che non sempre accade con i visi intermedi della giovinezza e della maturità. Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito.

E tutto l'intervallo sembra un vano tumulto, un'agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare.

(Marguerite Yourcenar, Archivi del Nord, Einaudi)

1 commento:

  1. E' molto poetico e credo in questo.
    Ma questo avviene soltanto nelle persone candide, sincere e che per davvero si sono date da fare nella vita e si sono messe in ballo da adulte, soffrendo per le loro parole ed azioni, dette e lasciate, compiute e non portate a termine, e soprattutto entrambe subite dagli altri.
    In questo caso, possiamo sì trovare, un bambino ed un vecchio che si somigliano e si salutano da lontano come tra le sponde del mare del tempo.
    Con in mezzo, come su una barca, un adulto che ha lottato tra i flutti della vita.
    Altrimenti ci troviamo davanti soltanto un bambino insulso, un adulto dannoso ed un vecchio (scusate l'espressione) "rincoglionito".

    Complimenti per il Blog.
    Saluti.

    LexMat
    lexmat.blogspot.it

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