domenica 5 gennaio 2014

Paul Auster e il suo iniziale fallimento

Fino allora, la mia unica ambizione era stata quella di fare lo scrittore. Lo avevo stabilito da quando avevo sedici o diciassette anni, e non mi ero mai illuso che avrebbe potuto darmi da vivere.

Fare lo scrittore non è una "scelta di carriera", come fare il medico o il poliziotto. Più che sceglierlo, ne vieni scelto, e una volta constatato che non sei adatto a fare nient'altro, ti devi preparare a percorrere per il resto della vita una strada lunga e difficile.

A meno di scoprirti un favorito degli dèi (e peste colga chi vi fa affidamento), il tuo lavoro non ti procurerà mai abbastanza per mantenerti, e se ci tieni ad avere un testo sopra la testa e non morire di fame, è meglio che ti rassegni, per pagare conti e bollette, a fare un altro lavoro.

Lo capivo, ero preparato, non avevo rimostranze.

 (Paul Auster, Sbarcare il lunario. Cronaca di un iniziale fallimento, Einaudi)

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