lunedì 30 dicembre 2013

Nabokov, lo scrittore che inseguiva le farfalle

Non esiste scienza senza fantasia, nè arte senza fatti.

Così diceva il grande Vladimir Nabokov, autore di Lolita e di molto altro, senz'altro conosciuto come scrittore, ma assai meno come grandissimo esperto di farfalle. Passione, quest'ultima, che certo non è stata inferiore a quella per la letteratura. Tanto che i primi anni del suo esilio americano non scrisse praticamente nulla, tutto preso com'era a cercare, identificare e classificare farfalle. O ad ammirarle alla collezione entomologica del museo di storia naturale di Harvard.

Tutto ciò mi affascina in un modo che mi riesce difficile descrivere, così confessava Nabokov, di fatto lasciando che gli affascinanti segni neri che popolano la carta si inchinassero alla straordinaria bellezza di un altro mondo che appatiene alla dimensione del "piccolo".

Pare che sul letto di morte Nabokov si sia lasciato scappare qualche lacrima. Stava per cominciare il periodo di volo di una farfalla particolarmente amata, che non avrebbe avuto più modo di vedere.

Mi piace quest'amore per le farfalle, assai più grande e più autentico, mi pare, per l'amore che può sprigionare qualsiasi capolavoro della letteratura. 


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