martedì 22 ottobre 2013

Come andò l'ultimo incontro tra Stalin e Gorkij

Pare che ci fosse un buon rapporto tra Maksim Gorkij, il grande scrittore della rivoluzione, e Josif Stalin, il quale ci teneva a passare per un amante dei libri (apprezzava particolarmente Zola e Cechov, a parziale dimostrazione che non sempre la buona letteratura rende l'uomo migliore).

In vita non mancarono certo omaggi e riconoscimenti, ma Stalin lo andò a trovare anche negli ultimi giorni della sua malattia, nel giugno 1936. Come andò, lo apprendo in One on One di Craig Brown (Edizioni Clichy), raccomandabilissima raccolta di incontri sorprendenti. I dottori non fecero avvicinare al capezzale del moribondo nemmeno il grande Padre del socialismo. Che si dovette accontentare, obtorto collo, di far pervenire un biglietto.

I dottori non ci hanno permesso di entrare. Ci siamo arresi. Ciao da tutti noi, un abbraccio.

Possibile che uno come Stalin possa scrivere una riga così?

A ogni modo tornò nei suoi panni dopo la morte di Gorkij. I dottori vennero accusati di omicidio, uno fu giustiziato, l'altro condannato a 25 anni di carcere. Molto molto tempo più tardi quest'ultimo accusò Stalin di avere ucciso Gorkij, nel timore che lo scrittore raccontasse al mondo qualcosa delle purghe e dei processi farsa.

Dieci anni dopo la morte di Stalin fu proprio questo che raccontò anche la vedova del grande scrittore della rivoluzione che, evidentemente, non aveva smesso di divorare i suoi uomini di lettere.

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