venerdì 6 settembre 2013

Ma Proust e Tolstoi avevano già tutto in testa?

In tutta onestà e con la venerazione necessaria, ti sembra mai possibile che Marcel Proust, quando ha scritto: "A lungo, mi sono coricato di buonora" potesse avere già chiaro in testa tutta "La ricerca"? 

E poi, ce lo vedi Lev Tolstoj che, fiducioso e di buon umore, va a capo al primo paragrafo di "Guerra e pace" già immaginando come andrà a finire cinque volumi più avanti? 

Forse solo quel pazzo di Dante, quando si siede e scrive: "Nel mezzo del cammin di nostra vita" sa già di dover fare dopo circa altri quattordicimiladuecento endecasillabi.

(Sandro Luporini con Roberto Luporini, Vi racconto Gaber, Mondadori)

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