mercoledì 28 agosto 2013

Machiavelli: venuta la sera, mi ritorno a casa

Venuta la sera, mi ritorno a casa, ed entro nel mio scrittoio; ed in sull'uscio mi spoglio questa vesta cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente entro nelle antique corti degli antiqui uomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, e che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlar con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per la loro umanità mi rispondono; e non sento per quattro ore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte; tutto mi transferisco in loro.

(Niccolò Machiavelli, dalla Lettera a Francesco Vettori)

 

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