domenica 4 agosto 2013

De profundis per l'editore che amava la letteratura

Appartiene alla stirpe ormai sempre più rara degli editori colti, letterati. E assiste tutti i giorni commosso allo spettacolo di come il ramo nobile del suo lavoro - editori che ancora leggono e che sono sempre stati attratti dalla letteratura - in questo inizio di secolo vada estinguendosi silenziosamente.

Due anni fa ha avuto problemi, ma ha saputo chiudere in tempo la casa editrice che, pur avendo raggiunto un notevole prestigio, procedeva tuttavia con sorprendente ostinazione verso il fallimento.

In più di trent'anni di parabola indipendente c'è stato di tutto, successi ma anche pesanti sconfitte. La deriva della tappa finale la attribuisce alla sua resistenza a pubblicare libri di storie gotiche alla moda e altre inezie, e in questo modo trascura parte della verità: che non ha mai brillato per il suo talento nella gestione economica e che, inoltre, probabilmente è stato danneggiato dal suo fanatismo smisurato per la letteratura.

(da Enrique Vila-Matas, Dublinesque, Feltrinelli)

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