martedì 13 agosto 2013

Chiacchierando sull'Iliade in una trincea della Grande Guerra

- Io, - disse rimettendo il turacciolo alla borraccia, - adoro l'Odissea d'Omero perchè, ad ogni canto, è un otre di vino che arriva.
- Vino, - dissi io, - e non cognac.
- Già, - osservò, - è curioso. E' veramente curioso. Né nell'Odissea, Nè nell'Iliade, v'è traccia di liquori.
- Te lo immagini, - dissi, - Diomede che si beve una buona borraccia di cognac, prima di uscire di pattuglia?

Noi eravamo un piede su Troia e un piede sull'Altipiano d'Asiago. Io vedo ancora il mio buon amico, con un sorriso di bontà scettica, tirare, da una tasca interna della giubba, un grande astuccio di acciaio ossidato, copricuore di guerra, e offrimi una sigaretta. Io l'accettai, e accesi la sua sigaretta e la mia. Egli sorrideva sempre, pensando alla risposta.

- Tuttavia....
E ripeté, dopo una boccata di fumo:
- Tuttavia.... Se Ettore avesse bevuto un po' di cognac, del buon cognac, forse Achille avrebbe avuto del filo da torcere....

(da Emilio Lussu, Un anno sull'altipiano, Einaudi)

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