martedì 16 aprile 2013

I grandi alberghi che puntano sul caro vecchio libro

Faccio fatica a crederci, ma ho controllato, pare proprio sia così: negli Stati Uniti gli hotel puntano sui libri. Ripeto: sui libri, e non solo sulla carta dei vini, sulle piscine con acqua di mare, sui trattamenti di bellezza.

Ricavo questa notizia da un articolo di Massimo Gaggio sul supplemento settimanale del Corriere della Sera, nel quale si segnala che alcuni prestigiosi hotel - per dire dal Marriott di Philadelphia all'Hyatt di Chicago o all'Hilton di San Diego - hanno deciso di riservare spazi riservati alla lettura e magari di sistemare alcuni scaffali nella stessa hall.

Ma come: rispuntano così i cari vecchi libri, per di più in posti che si presume frequentati da gente ben attrezzata di tablet e altre diavolerie digitali? E proprio negli alberghi, quando magari la libreria appena svoltato l'angolo ha chiuso o sta per chiudere?

Eppure pare proprio sia così. La cosa è stata attentamente valutata dai grandi manager di queste catene alberghiere e, è chiaro, ha ben poco a che vedere con l'omaggio alla cultura: pare che in questo modo i clienti indugino di più in sale e corridoi dove altrimenti sarebbero solo di passaggio e così consumino qualcosa in più.

Motivazioni poco nobili, per una cosa buona o giusta. Va bene così, per i libri, va bene anche un hotel in cui difficilmente metterò piede.

1 commento:

  1. Senza andar troppo lontano, a proposito di libri ed alberghi, ti linko l'indirizzo di un'Associazione operante in Italia che, da anni, porta avanti una bella iniziativa ;)
    http://www.goldenbookhotels.it/associazione.html

    È sempre bello leggerti, ciao
    Caterina

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