lunedì 4 febbraio 2013

Con la guerra vengono a galla le miserie di un paese

 Pare che, alla vigilia di Caporetto, Luigi Cadorna, comandante supremo dell'esercito italiano, sia riuscito a prendersi un periodo di meritate ferie. Lo avevano informato dell'imminente offensiva, ma perché mai gli austriaci avrebbero dovuto attaccare?

A sfondamento avvenuto i suoi ordini, confusi e contraddittori, sembrarono arrivare da un altro pianeta. E non fu da meno uno dei suoi generali, Pietro Badoglio (lo stesso dell'8 settembre, ma di che pasta fosse fatto si era già visto in quest'altra guerra) che quella notte sentenziò: “Ho tante artiglierie da sterminarli appena escono dalle trincee”. Poi andò a dormire il sonno dei giusti e nessuno dette l'ordine di fare fuoco.

Dopo il disastro Cadorna non se la prese con se stesso, ma con i suoi ufficiali “cacasotto” e con i suoi soldati, vigliacchi e traditori. Se fosse stato possibile, li avrebbe passati tutti per le armi. In ogni caso non si contarono le esecuzioni sommarie e ovviamente esemplari. Badoglio, invece, venne decorato: presto l'avrebbero fatto passare per eroe, un malinteso, chiamiamolo così, che l'Italia pagherà caro un quarto di secolo più tardi.

Non è uno dei tanti libri sul primo conflitto mondiale, Grande guerra piccoli generali di Lorenzo del Boca (Utet edizioni). E non solo perchè il sottotitolo è particolarmente azzeccato: una cronaca feroce.  Non solo perché possiede la virulenza del pamphlet, la furia di chi non soppporta più tutta la retorica sparsa negli anni a piene mani, l'indignazione di chi non accetta più tante falsità.

 E' che questa più che un'antistoria o una controstoria della Grande Guerra, è una storia del nostro paese, un'autobiografia della nazione, così come è stato detto del fascismo. Menzogne, opportunismi, interessi di bassa lega, vizi privati e pubbliche virtù. E la storia che si ripete: chi sbaglia non paga ma si erge a giudice, tanto è così facile addossare le responsabilità a chi sta sotto. Storia che si ripete... fino a quando non so.

Nessun commento:

Posta un commento