martedì 22 gennaio 2013

Velocipedi in libertà ai tempi di Firenze capitale

Settembre 2013: la Toscana si appresta a ospitare i campionati del mondo di ciclismo, il più grande avvenimento sportivo dopo i mondiali di calcio e le Olimpiadi.

Febbraio 1870: in Toscana si disputa un’altra gara internazionale su due ruote. Il percorso, tra Firenze e Pistoia, è lo stesso, ma questa è davvero la prima volta. 


È il giorno del debutto per i pionieri del velocipede, un mezzo che sa di progresso, di velocità spericolata, di futuro. Una gara che è anche l’ultimo grande avvenimento di Firenze capitale, capace di attrarre i primi temerari sportsmen, ma anche una folla di nobili e poveracci, anzi un’intera città incuriosita, preoccupata, affascinata.
 

Al di là del fatto sportivo, una storia di emozioni, divertente e commovente come quelle di altri tempi. Perché con quella mattina gelata, con quelle pedalate tra nebbia e fango, ci si congedò da un’epoca e se ne salutò una nuova, che arriva fino ai nostri giorni.

(dalla quarta di copertina di Paolo Ciampi, La prima corsa, Mauro Pagliai editore)

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