sabato 5 gennaio 2013

L'Edimburgo senza emozioni di 44 Scotland Street

Cosa può fare una copertina accattivante, un titolo che a suo modo intriga e - ma questo vale solo per il sottoscritto - quella parola - Scotland - capace di scatenare inesauribili fantasie e possibilità di seduzione.

Ho comprato praticamente a scatola chiusa, 44 Scotland Street di Alexander McCall Smith, professore di medicina legale di cui in passato avevo letto una detective-story che non mi era affatto dispiaciuta. E forse anche per questo mi sono tuffato in queste pagine, con la speranza di un delitto da risolvere tra pub e nebbie di Scozia.

Invece ecco qui, un romanzo caruccio e leggerino, con una serie di improbabili personaggi che abitano il palazzo di cui all'indirizzo del titolo e girano intorno a un quadro che non si sa se sia capolavoro o crosta.

Caruccio, leggerino e verboso. Senza traccia di quell'umorismo anglosassone che pure pretenderebbe la sua parte. Con ben poca tensione. Capace di salvarsi solo per il garbo della scrittura e l'ambientazione in quel posto da incanto che è sempre e comunque Edimburgo.

E magari va anche bene così, se è per qualche ora di lettura in libertà.

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