martedì 4 dicembre 2012

Il grande fiume e le sue voci

Mi sdraio per terra, guardo le nuvole che pascolano verso sud e poi decido di fidarmi, di bere. Senza usare le mani. Direttamente dall'acqua. Labbra su labbra. Un lungo sorso, guardando dritto negli occhi la mia sorgente.

Viaggiare lungo il fiume, discendere la vita. Un passo dietro l'altro e le storie in cui si può imbattere solo il viandante.

Un mondo sconosciuto costellato di sorprese che schiudono il cuore. E il senso di un'avventura che ti mette più alla prova di una esperienza di rafting e più lontano di una spedizione nel deserto del Gobi.

E' il Ticino, il fiume che racconta Giuseppe Cederna in  Ticino, le voci del fiume (Excelsior 1881), non il Gange o il Rio delle Amazzoni.

Eppure è un viaggio straordinario, dalle sorgenti perdute alla confluenza. Avventura, pellegrinaggio, scoperta: tra l'ultima brughiera e il rombo degli aeroplani della Malpensa.

Un lento camminare dove si può incontrare un poeta o un cercatore d'oro, un capriolo in amore o una dogana austroungarica. O ci si può semplicemente sedere su una sponda e ascoltare.

 Per poi ritrivare tutto questo, raccontato con le immagini di Carlo Cerchioli e con le parole di Giuseppe Cederna: uomini convinti che il fiume sia vita.

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