lunedì 29 ottobre 2012

L'uomo che cammina per cercare suo figlio

C'è l'Uomo che cammina, padre di un giovane soldato morto da tempo, che una sera lascia la casa, la moglie, il brodo caldo sulla tavola, per andare "laggiù" a cercare suo figlio.

Comincia a camminare in una città mitologica e senza tempo e, di lì a poco, dietro a lui si forma una processione dolente di madri e padri che hanno perso i loro figli. Ognuno racconta la sua storia. Un compendio della cultura occidentale: la Bibbia, Erodoto, Antigone, Orfeo e Euridice, Amleto, il pifferaio magico. Dalla tragedia greca a La terra desolata.

Grossman fa l'ordinazione e poi abbassa la voce. Si comincia:

"Mia moglie sostiene che la poesia è più vicina al silenzio. Davanti a una tragedia non ci sono parole, non sappiamo dire altro che: non ho parole. Di solito quando scrivo non pianifico come sarà la forma, perché so che viene dal contenuto, ma stavolta è stato subito chiaro che la poesia è la lingua del mio dolore".

(dall'intervista di Paola Zanuttini a David Grossman, sul Venerdì di Repubblica, in occasione dell'uscita dell'ultimo libro, Caduto fuori dal mondo)

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