martedì 16 ottobre 2012

Invece di Sherlock Holmes la caccia alle balene

Successe in un pomeriggio freddo e umido a Edimburgo, una cornice ideale, quasi scontata, per uno dei romanzi che un giorno avrebbe scritto.

Arthur Conan Doyle, lo scrittore che in futuro tutto il mondo avrà modo di conoscere per Sherlock Holmes, per ora è solo un giovane sui 20 anni, che frequenta il terzo anno di medicina, una vita da dottore che lo aspetta e qualche uggia che dentro non lo lascia tranquillo.

Quel pomeriggio freddo e umido un suo compagno di corso bussa alla sua porta con una proposta che sembra una convocazione del destino: perché non interrompe gli studi e non si imbarca, come medico di bordo, sulla Hope, una baleniera che sta per partire per i mari artici?

Conan Doyle, pare, non ci pensa due volte. Prende e parte. Quella spedizione sarà dura ma ricca di un singolare fascino. Alla fine il capitano Gray - nome perfetto per il capitano di una baleniera - gli proporrà di partire anche l'anno successivo, con stipendio raddoppiato e la possibilità di impiegarsi anche come fiociniere.

Non si sa quanto Conan Doyle ci rifletta sopra. Si sa solo che alla fine non ne farà di niente. Riprenderà gli studi, comincerà a scrivere sul serio.

Chissà però se avesse ripreso il mare con la sua baleniera. Chissà se ci sarebbe stato Sherlock Holmes, nella sua vita. Chissà se altri non sarebbero stati i suoi libri, di spedizioni artiche e non di delitti. Ha sempre un particolare fascino la strada che non viene presa, no?


Ps:  Pare che in effetti a convincere Conan Doyle a non ripartire sia stata la madre. Che per dire, anni più tardi convincerà il figlio a restituire la vita a Sherlock, dopo che lui l'aveva "ucciso" nell'ultimo romanzo. Che madre, dietro il figlio.

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