martedì 18 settembre 2012

I libri che Ian McEwan non getterà mai via

Editoria e romanzi sono davvero sulla via del tramonto? Ian McEwan, in un'intervista pubblicata sull'ultimo numero di Di di Repubblica, mette le mani avanti e frena ogni facile profezia, tanto più facile perchè virata sul pessimismo.

Abbiamo fame di parole e pensieri che ci raccontino gli altri, e non credo esistano forme espressive altrettanti capaci

Parole che fanno bene, quelle dello scrittore inglese, che si appresta a uscire in Italia con il suo nuovo romanzo, Miele, ambientato nella Londra degli anni Settanta, tra venti di rivolta e Guerra Fredda.

Parole di amore per il libri, che fanno davvero sempre bene. Anche (soprattutto?) se si parla dei libri di cara vecchia carta, che occupano scaffali interi e quindi scatoloni, alla vigilia di un trasloco:

Li allinei sulle mensole e hai davanti il racconto integrale della tua esistenza... Tutti quei pessimi tascabili ingialliti che ho comprato a 17 anni. Non li rileggerò ma, ma mai potrei buttarli. Voglio averli intorno.

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