domenica 15 luglio 2012

Se un indagine di polizia non restituisce la verità

Metti una piccola cittadina della Svizzera e uno scrittore di gialli che, all’uscita di una conferenza, accetta il passaggio in macchina di un anziano commissario di polizia… Metti che dopo qualche imbarazzo il silenzio tra i due lasci il posto al racconto di un caso di omicidio che risale a ben 40 anni prima…

Comincia così, La promessa - Un requiem per il romanzo giallo di Friedrich Durrenmatt (che si scrive con la dieresi sulla u, lo so), un libro di sconvolgente per lucidità, asciuttezza, capacità di dissacrazione. Un requiem per il giallo scritto prima del diluvio, all'inizio piuttosto che alla fine di una storia che ancora ci accompagna, interrogandosi magari su chi beneficerà della prossima grande onda, dopo quella degli scandinavi.

No, non è un giallo, perché tutti i gialli esigono un omicida, una soluzione acclarata e condivisa…

E qui se non ci si arrende è solo per una promessa fatta a se stessi, una promessa che è un’esigenza giustizia, e poco importa se per essa ci si perderà in desolati paesaggi morali, se si dovrà stare attenti ad abissi di insensatezza…

Chiudi questo libro e la domanda rimane in aria, come un frullo d'ali: basterà mai un’indagine di polizia a restituirci la verità?

E cos'è la verità? Cosa potremo mai sapere davvero? E quella verità sarà anche giustizia?

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