martedì 31 luglio 2012

Antonio Tabucchi magnifico ladro di storie

C'era del genio, in Tabucchi, un'incredibile lucidità e un ascolto del mondo, degli altri. 


Si definiva volentieri come un ladro di storie, e molti dei suoi racconti fanno riferimento a quest'idea di costruire la narrazione usando brani di frasi captate dalla strada, prese al volo da una conversazione.


Pezzi di destino anche, che nel loro concatenarsi finiscono per dar forma a un personaggio il cui percorso si perde nella nebbia del dubbio e delle ipotesi aperte.

In fondo, Tabucchi credeva nella sua buona stella. E l'ispirazione apparteneva per lui all'ordine della visitazione: degli angeli, benefici o malefici, che venivano verso di lui per consegnargli delle storie. 

(Bernand Comment, su Libération e su L'Indice)

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