mercoledì 20 giugno 2012

Se il giallo non sovverte e non inquieta

Qualche tempo fa Loriano Macchiavelli ha scritto che il romanzo giallo dovrebbe dare fastidio, dovrebbe essere sovvertitore e inquietante. Solo che non gli riesce più. Il giallo non trova più denigratori, ma soprattutto la società si è vaccinata contro il sano virus dell'inquietudine.

Sottoscrivo, però poi mi viene da aggiungere la citazione di un acclamato scrittore spagnolo, Francisco Gonzàles Ledesma, a proposito dell'attualità del noir (ma poi è giusto confondere giallo e noir?):


E' il vero romanzo sociale dei nostri tempi... Uno strumento di conoscenza per addentrarsi nelle trasformazioni delle città, nelle metamorfosi del potere e della psicologia criminale. Con due utensili, la ragione e la pietà.

Vero, la società si sarà anche vaccinata contro il virus dell'inquietudine, che è quel virus che aiuta a porre le domande giuste. Però, vietato rassegnarsi: si può fare molto, purché si adoperi bene quei due utensili, la ragione e la pietà.

1 commento:

  1. No, non è corretto confondere il noir col giallo!
    Camilleri non è simile a Chandler (pur essendo autori di maniera , più che di genere)! Ma mi viene sempre l'orticaria quando sento dire "il noir è finito!" o (più alla grande) "il romanzo è finito!". Con questo caldo grattarsi è da masochisti, per cui rispondo (in attesa del prossimo autore): "Il noir è morto, viva il noir!".

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