domenica 27 maggio 2012

Tutti noi vorremmo che Nessie esistesse davvero

Nessie è un sogno, un delirio.
Nessie è il bambino che giace latente dentro di noi, il desiderio di non crescere mai, la voglia di giocare e la voglia di vivere.
E' la forza interiore, anche quando la speranza cade, che ci spinge a dire che non è finita.
Nessie è l'innocenza e il mistero assieme: è il mito e forse anche la fede.
Tutti noi, in una piega del nostro cuore, vorremmo che Nessie esistesse davvero.

A modo suo, anche Nessie, così come gli scozzesi hanno affettuosamente ribattezzato il fantomatico mostro di Loch Ness, è uno dei protagonisti dell'ultimo giallo di Andrea Gamannossi, Nessie (morte sul lago), uscito per Mauro Pagliai editore.

E dico giallo, ma la definizione va stretta, perché è vero che omicidi e indagini non mancano, è vero che tutto ruota intorno al volto da dare all'assassino, però Nessie si aggira anche dalle parti del gotico romantico. E aggiungo, anche della favola moderna: capacità di invenzione e  potere evocativo della pagina al servizio di una fondamentale lezione di civiltà sulle differenze che non ci sminuiscono, anzi.

E sarà pure che ogni qual volta mi balena davanti la parola Scozia sento qualcosa sciogliersi dentro: prendetela come un pregiudizio a favore. Però che piacere inseguire pagina dopo pagina questa storia...




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