giovedì 3 maggio 2012

Scusi, ce l'ha un libro marrone?

In questo caso, ho anche testimoni:
le librerie le vendete anche senza libri?


Leonardo Oliva è uno che qualche anno fa si è gettato in una delle imprese più coraggiose per chiunque intenda sbarcare il lunario in Italia: ha aperto una libreria, anzi un caffè letterario, in una cittadina della provincia toscana quale San Giovanni Valdarno.

Insomma, come dice lui, vende libri (a riuscirci) e siccome sa bene che fare il libraio non è solo vendere, da qualche anno è l'anima di un coraggioso festival. Come terza attività, "annota strafalcioni".

Che poi non sono solo strafalcioni, quelli raccolti nel suo libro, pubblicato dalla Ouverture Edizioni di Grosseto, Ce l'ha un libro marrone? (titolo impeccabile e che sa di maledettamente autentico). Il sottotitolo la dice lunga: L'agra vita di un libraio, eloquente riferimento a Luciano Bianciardi, all'uomo di cultura alle prese con i disastri di un paese.

Lo dice in premessa, Leonardo Oliva:

Fare questo mestiere offre comunque una visuale privilegiata sul mondo e sull'umanità.

Da quel banco accanto alla cassa, lo sguardo che si leva sulla porta che si apre, in attesa di vai a sapere quale richiesta, c'è un mondo che si squaderna, anche a non fare un passo.
E di tanto in tanto può scapparci perfino un sorriso. Tanto non vale farsi il sangue cattivo.

1 commento:

  1. Siamo o siamo stati,una famiglia di librai.Almeno uno resiste da oltre 40 anni,onore al coraggio e alla resistenza!
    Conosco i sentimenti che l'autore mette in prefazione.C'è' sempre l'attesa,la speranza di consigliare e cedere un buon libro(il mestiere non è solo vendere,si potevano vendere panini o bibite varie con maggiore ritorno economico!)
    Abbiamo aperto,anni 6o,che si vendevano,dai mobilieri,i simil-libri a metro,intonati all'arredamento!Ci credo,il libro marrone sta bene con tutto,o quasi.Ironia a parte,è grama,oggi ancora di più,la vita del libraio,ma resta una bella scelta!e

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