sabato 12 maggio 2012

Come l'acciuga sfamò la gente di montagna

Orengo era un poeta e forse anche per questo era affascinato dall'idea che a portare sale e acciughe nelle vallate piemontesi fossero stati quei saraceni che prima del Mille scorrazzavano tra queste borgate.


La storia del sale è anche storia di contrabbando. E forse è vero che il commercio delle acciughe sia nato per contrabbandare il sale. Il sale era tassato dalla Repubblica di Genova e così la gente riempiva metà barili di sale e poi li copriva con le acciughe, che non pagavano dazio.


Chissà, forse è andata davvero così, o forse no, ma sta di fatto che l'acciuga si è sciolta nella "bagna cauda", ha imparato a fare da ancella al peperone, si è sposata con il bagnetto al verde. 

L'acciuga è diventata "piemontese", ha perso quel suo essere di mare e poco a poco ha imparato a sfamare bocche di montagna poco avvezze al gusto di pesce.


(Marco Aime, Rubare l'erba, Ponte alle Grazie)

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