lunedì 30 aprile 2012

Quanta storia di Italia in questa storia romantica


Il guaio non è tanto che i sogni della gioventù non vengono mai al mondo; piuttosto, è che ci vengono immancabilmente, ma sempre con un attimo di ritardo.

Che gran romanzo che è Una storia romantica di Antonio Scurati (Bompiani editore), immenso affresco storico e partitura di tanti destini individuali che si annodano e si sciolgono. I fatti del Risorgimento e le passioni, gli ideali, le delusioni, i tradimenti.

Uno di quei libri in cui è bello tuffarsi senza riemergere più fino all'ultima parola, lasciando che i protagonisti ci accompagnino come ombre nelle nostre giornate. Chissà se vi catturerà di più il romanzo corale di Milano che insorge, in quella straordinaria pagina della nostra storia che sono le Cinque Giornate. Oppure il romanzo di Jacopo e Aspasia, la storia di due giovani che nell'insurrezione si amano e si perdono, ora sciogliendosi negli eventi, ora rimanendo fedeli solo a se stessi e al loro sentimento.

Quante cose, in questo libro, dove la gloria della Rivoluzione e la generosità della giovinezza sono visti anche con il senno di poi, magari attraverso la parabola di Italo, il rivoluzionario repubblicano diventato monarchico per convenienza, parabola che stringi stringi è anche la storia del nostro paese.

Un libro che finisce per infliggere un crampo di nostalgia; che ci obbliga a qualche dolorosa riflessione su un'epoca che ha fatto piazza pulita dei grandi ideali, lasciandoci forse qualche grammo in più di buon senso, ma anche desolazione e opportunismo; un libro che ci aiuta a riscattarci dalla mediocrità dei sentimenti in svendita.

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