martedì 13 marzo 2012

Procurandosi la distanza con righe di vari alfabeti

Con un libro davanti agli occhi potevo traversare la città come se fosse vuota.


Muovevo appena le labbra leggendo, a modo di preghiera, e ascoltavo nitide le sillabe al mio interno, come se fosse muta la città accalcata. Mi portavano dove volevano loro, lontano dal posto e dall'ora.


Mi hanno aiutato a staccarmi da tutto. Un marinaio ha bisogno di una barca, un alpinista di cime, un monaco si arrocca nel suo eremo. 


Io mi sono procurato la distanza con righe di vari alfabeti. 

(Erri De Luca, L'isolamento coperto dai libri, da Repubblica del 18 febbraio)

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