mercoledì 21 marzo 2012

Medici Senza Frontiere e le parole che fanno la differenza

Forse sarebbe facile essere sentimentali e voler credere che tutta questa energia aiuti un mondo gravemente fuori asse a riacquistare l'equilibrio.
Ma una cosa la so: che Martin Luther King aveva ragione. Il male prospera, diceva King, non solo perchè gli uomini fanno il male, ma perché "gli uomini buoni non fanno niente".
Ho capito che uomini e donne che non si tirano indietro possono fare davvero la differenza. 

Parole di Catherine Dunne, uno dei protagonisti della letteratura mondiale che ha raccolto l'invito di Medici Senza Frontiere: seguire una delle missioni che l'organizzazione umanitaria sta svolgendo in giro per il mondo e poi raccontarlo, per questo libro uscito per Feltrinelli con il titolo Dignità!, proprio così, con il punto esclamativo.

E dunque, è facile sospettare che questo possa essere un libro utile e necessario, un acquisto buono per contribuire a una causa buona, ma che poi lasci un po' a desiderare quanto a valori letterari.

Invece no. E' un libro diseguale, anche per le scelte dei vari autori, che tentano ora il reportage, ora il diario, ora il racconto in cui invenzione narrativa e verità si mescolano... ma in ogni caso è un libro che emana un fascino particolare, che si fa leggere smuovendo qualcosa dentro.

Un qualcosa, tra l'altro, che prima ancora che con le straordinarie battaglie di Medici Senza Frontiere forse ha a che fare proprio con il potere della parola.

Con la parola che parla al cuore, che chiama in causa, che sbaraglia l'indifferenza. Senza temere le trappole della retorica. A volte è semplicemente ciò che deve essere detto. E che rende il mondo un poco migliore.

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