lunedì 13 febbraio 2012

Eduardo Galeano e le parole che meritano

Non pensare di essere la voce di altri, perché tutti hanno la loro voce, il problema è saperla ascoltare. E ancora, parlare solo quando la parola ha più significato del silenzio.

Sono queste le due grandi lezioni che ci regala Eduardo Galeano, il grande scrittore sudamericano, in un'intervista di Sebastiano Triulzi su Repubblica.

Spiega Eduardo Galeano:

La convinzione di essere la voce di quelli che non l'hanno è però un grave errore poiché tutti abbiamo una voce. Il problema è che non sempre viene ascoltata.

Spiega ancora, Eduardo Galeano, richiamando una lezione che a sua volta gli dette un altro grande, Carlos Onetti:

Una volta mi disse: le uniche parole che meritano di esistere sono quelle migliori del silenzio. Non solo gli scrittori ma anche i politici dovrebbero imprimerselo nella mente. Il silenzio è un linguaggio perfetto ed è dura per la parola competere. Per questo riscrivo più volte un testo finché non sento che è migliore del silenzio.

Grandi parole, più grandi del silenzio, almeno questa volta.

3 commenti:

  1. "Non sono d'accordo". Perché non parlare significa anche avere paura di parlare. Molti scrittori hanno dradotto il silenzio mettendo in risalto i loro diritti sociali. La dichiarazione dei diritti umani dell'uomo emanata nell'assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 ha dato la possibilità all'uomo di essere libero, NON DI RUBARE O COMMETTERE CRIMINI sia ben chiaro, ma di essere al pari l'uno con l'altro. L'uomo fin da quando ha inventato la scrittura ha dato libero sfogo ai propri diritti innegabili. Uno degli uomini sostenitori della mia filosofia è stato Nelson Rolihlahla Mandela il quale solo attraverso la libertà di parola ha espresso la sue idea. Alle volte per arrivare ad una mediazione, per raggiungere la pace, per avvertire il pericolo nei confronti di chi è più ignorante di noi. Qui in ITALIA è in corso un'atomizzazione sociale impressionante che porterà al completo autolesionismo del popolo. Solo leggendo libri e passato possiamo salvarci. PERCHE' SOLO CHI NON LEGGE O RINNEGA IL PROPRIO PASSATO E' UNA PERSONA SENZA FUTURO.

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  2. Anna Stepanovna Politkovskaja New York, 30 agosto 1958 Mosca, 7 ottobre 2006. Era una giornalista russa, molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Anna diceva "Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare."
    Anna Politkovskaja venne ritrovata morta il 7 ottobre 2006, giorno del compleanno dell'allora presidente russo Vladimir Putin, nell'ascensore del suo palazzo a Mosca. La polizia rinviene una pistola Makarov PM e quattro bossoli accanto al cadavere "E' un segno di avvertimento che si da a chi parla troppo, allora pure CRISTO è morto perché parlava troppo!". Uno dei proiettili colpì la giornalista alla testa. La prima pista seguita fu quella dell'omicidio premeditato e operato da un killer a contratto. Il mandante è ancora oggi sconosciuto: voci non confermate imputano il delitto proprio al presidente Putin, più volte bersaglio di pesanti critiche da parte della giornalista.
    Libro di Anna Stepanovna Politkovskaja: LA RUSSIA DI PUTIN.

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  3. Chi non parla (scrivendo cose attendibili) è un lurido vigliacco.
    In Italia scrivono tutti, scrisse pure Giulio Andreotti, ma bisogna vedere se ciò che ha lasciato scritto è vero.
    Amo José Bové perché oltre ad essere un vero MOVIMENTISTA lotta accanto ai suoi contadini. Persona laureata è un vero diplomatico.
    un personaggio che divide.
    Ci ha mostrato la sua faccia anti-global quando arringava le folle di Seattle. L’abbiamo visto partecipare all’assalto di un MacDo in costruzione, distruggere un campo di OGM e occupare le sedi di multinazionali. Agricoltore e fiero d’esserlo, non ha intenzione di cambiare pelle, José Bové.
    Da circa due anni l’ex sindacalista degli agricoltori ha abbandonato i panni dell’allevatore del profondo sud ovest della Francia per indossare quelli da eurodeputato.
    “Io ho l’impressione di aver venduto l’anima al diavolo, ho l’impressione di sedere dove vengono prese le decisioni e di parteciparvi. Ma allo stesso tempo non rinuncio alla lotta sul terreno per me altrettanto importante. Attualmente conduco una battaglia contro le perforazioni per il gaz di scisto contro questi permessi completamente folli dati alle multinazionali. Per me è essenziale di sostenere la lotta a livello locale, ma anche a livello europeo e internazionale!”.
    DIMMI SE IN ITALIA PUO' ESISTERE UNA PERSONA DI TALIA PROPORZIONI IO CREDO DI NO!

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