domenica 5 febbraio 2012

L'inglese che sa salvare le librerie

E' una bella storia per chi ama le librerie, quella raccontata da Antonella Barina in Come ti rilancio le librerie nell'ultimo Venerdì di Repubblica, con tanto di intervista a James Daunt. E soprattutto è un gran bel personaggio, questo James Daunt, quintessenza del gentleman inglese che ha aperto la sua prima libreria a 26 anni e che oggi, 22 anni più tardi, ne ha inaugurate altre sei, tutte a Londra, con un giro d'affari di dieci milioni di sterline.

Contro ogni pronostico, contro ogni sentenza capitale già pronunciata o che aspetta di essere pronunciata sulle librerie e sui cari libri di carta.

James Daunt, evidentemente, sa curare bene i suoi affari. Però non è un commerciante di cultura, basta vedere la sua prima libreria, dal gusto così rétro, con gli scaffali di legno, i lumi di altri tempi, i libri esposti di faccia, e non di dorso, perché il libro è una cosa così bella che vale la pena sprecare spazio.

James Daunt non ha dubbi che il futuro - un certo futuro - sarà indubbiamente dell'editoria digitale, che gli ebook venderanno sempre di più, che Amazon e gli altri sapranno curare i  loro affari.

Però è certo che le librerie continueranno a vivere se sapranno offrire ciò che l'on line non potrà mai offrire.

Per esempio autentici librai - gente laureata, colta, ben pagata, spiega - non solo commessi capaci di verificare se un libro è esaurito o disponibile.

Per esempio librerie con una propria personalità. Usa proprio questa parola: personalità. E' essenziale, spiega, una scelta titoli modellata sui gusti di quartiere. Mica solo il bestseller venduto ovunque, che tanto si trova anche al supermercato.

Ma pensate a una vetrina che è figlia del gusto, della curiosità, delle letture, delle suggestioni e degli accostamenti. Una libreria che diventa una caccia al tesoro, un'opportunità di scoperta.

Finiranno librerie così?

1 commento:

  1. Ci vado sempre quando passo da Londra, ottima sezione libri usati. Ecco la prova che le buone librerie possono prosperare nel paese dove gli sconti sui libri sono illimitati. Mi riferisco alla legge italiana del settembre scorso che limita gli sconti con la scusa di proteggere le librerie.

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