lunedì 10 ottobre 2011

La vera amicizia che sa dirsi addio

In attesa di cercarmelo in libreria leggo su Tuttolibri quanto Marco Belpoliti ci dice de Gli amici non si danno del tu di Bruno Moroncini (edizioni Cronopio).

A dire il vero, Belpoliti parla soprattutto dell'eleganza e dell'equilibrio della copertina pensata da questa piccola casa editrice. E mi piace che in questi tempi in cui si parla - e straparla - di editoria digitale ci sia ancora possibilità per una riflessione che ci ricorda che un libro è anche la carta (e il cartoncino della copertina) con cui è fatto, è oggetto che si presta al tatto, è piacere per tutti i sensi.

Ma questo è un altro discorso, quello che mi intriga davvero di questo testo è il suo girare intorno al concetto di amicizia, relazione oggi assai meno oggetto di attenzione di altre, di interesse o di amore che siano. E lo fa recuperando la vita e l'opera di Maurice Blanchot, intellettuale francese scomparso nel 2004 e ormai uscito dal cono di luce.

Blanchot era uno che affermava che sono i compagni e i camerati che si danno del tu, mentre gli amici usano rigorosamente il lei. Cosa che suona strana, solo che poi aggiungeva che l'idea di amicizia oggi dominante deriva dall'idea greca di philia, cioé rimanda alla reciprocità e alla simmetria, però quello che conta è piuttosto l'alterità. La vera amicizia si basa non sul riconoscersi uguali, ma sulla differenza.

Ce n'è da meditarci sopra. L'amicizia non è un colpo di fulmine, diceva Blanchot. Vera amicizia è solo quella che sa dirsi addio. Quante cose che ci possono essere in poco più di 40 pagine... 

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