martedì 13 settembre 2011

Il piccolo aeroplano di Elizabeth Strout

E poi mentre il piccolo aeroplano si alzava in volo e Olive vedeva dispiegarsi sotto di sé campi di un verde tenero e luminoso sotto il sole del mattino, e più lontano i contorni della costa, l'oceano scintillante quasi piatto, solcato dalle minuscole scie bianche di qualche peschereccio da aragoste, in quel momento Olive aveva avvertito un sentimento che non si aspettava più di provare: un improvviso impeto di avidità per la vita. Si era sporta in avanti, sbirciando fuori dal finestrino: dolci nuvolette bianche, il cielo azzurro come il suo cappello, il verde novello dei campi, la grande distesa d'acqua: visto da lassù tutto appariva meraviglioso, sorprendente. Ricordò che cosa fosse la speranza: era ciò che provava in quel momento. Quel tumulto di stomaco che ti spinge avanti e ti trascina attraverso la vita proprio come le barche sotto di lei fendevano l'acqua scintillante, proprio come l'aereo avanzava verso un posto nuovo, in cui qualcuno aveva bisogno di lei. Le era stato chiesto di entrare a far parte della vita di suo figlio.


(Da Elizabeth Strout, Olive Kitteridge, Fazi Editore)

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