venerdì 19 agosto 2011

Tra il topolino e la pantegana meglio l'orco

Un piccolo consiglio a tutti gli appassionati di storia. Se non l'avete fatto, se ancora potete, andate a leggervi l'intervista pubblicata da Medioevo, titolo La fame dello storico, in cui Franco Cardini parla di se stesso, dei suoi sogni e delle sue ambizioni di studioso, dell'attrazione che su di lui esercitano epoche lontane, sul bisogno di indagare l'umanità dietro le date e i nomi.

Franco Cardini racconta, tra l'altro, che tutto è iniziato quando era un ragazzino che leggeva e sognava. E se è diventato quello che è diventato, uno dei più grandi medievalisti al mondo, lo è stato anche per l'incontro con i romanzi di Walter Scott e con le Fiabe della Nonna di Emma Perodi. Cosa che, ovviamente mi piace molto.

E poi c'è questa frase, che penso faccia bene. Richiama una bella citazione di Marc Bloch sul vero storico: Egli sa che là dove fiuta carne umana, là è la sua preda. Lo storico, insomma, è un po' come l'orco delle fiabe, con i suoi appetiti.

Magari fosse l'orco della fiaba - ci dice allora Cardini - Solo i grandi storici sanno sul serio che lì è il loro pasto, quando fiutano carne umana. Io non credo di avere olfatto così fino: spesso, temo di aver odorato alla lontana soltanto qualche sentore di umanità nelle mie ricerche. Certo, il fatto é che la maggior parte degli studiosi, purtroppo, sono topolini di biblioteca o d'archivio: fiutano solo odor di scartoffie più o meno stantìe, mentre hanno successo le pantegane che sentono solo il fetore dei libri altrui, nemmeno sempre buoni, magari da scopiazzare. Io non sono l'orco, ma non sono nemmeno un topolino e tantomeno una pantegana


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