mercoledì 24 agosto 2011

Se il grande Hem è un po' meno grande

Di lui ne parleremo a lungo, con l'anniversario della sua scomparsa alle porte, quindi meglio armarsi di santa pazienza. Caro vecchio Hem, che cosa ti combineranno?

E poi di chi (o di cosa) si parlerà davvero? Di te o del mito che di te è stato fatto, certo non senza la tua complicità?

Perchè è così, quando si parla di Ernest Hemingway in realtà non si sa di chi (o di cosa) si parli. E ha ragione da vendere Marco Cicala, sul Venerdì di Repubblica.

Eterno reduce dei Ruggenti anni Venti, Hemingway visse sino all'ultimo in una lunga bugia autoprodotta: l'affabulazione. Menzogna che siamo disposti a perdonare perché almeno è raccontata bene, ma pur sempre patacca rimane

E dunque, si dice che fece la Guerra di Spagna e poi partecipò alla Liberazione di Parigi del 1944, ma errore, nell'uno e nell'altro caso fu poco più di un turista. Si dice che fu un espertissimo di corride, ma gli espertissimi smentiscono sdegnati. Si dice che all'Havana fosse implicato in chissà quali storie di spionaggio e controspionaggio, ma pare che sia un film. Si dice che abbia sfidato in duello un tipo per un insulto ad Ava Gardner, ma si tratta di un altro film. Si dice che per lui l'amicizia fosse sacra, ma pensate solo a come ha trattato tutti coloro che l'hanno aiutato a diventare il grande Hem, da Sherwood Anderson a Francis Scott Fitzgerald.

E allora? Il grande Hem è meno grande senza sbronze e safari?

Afferma ancora Marco Cicala:


Per fortuna i grandi libri ci tengono al riparo da chi li ha scritti

Io faccio un passo avanti. E dico: mancherebbero all'appello diversi grandi libri, senza uomini così, sbruffoni e mitomani, incontenibili affabulatori, giganti sia nello sfiorare il cielo che nel rotolare per terra.

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