venerdì 3 giugno 2011

Se la vera geografia è quella immaginaria

Alla base della geografia c'è immaginazione e curiosità. E che la geografia sia legata alla ricerca del paradiso terrestre mi sembra ovvio: le prime carte geografiche, in Occidente, cercavano appunto di localizzarlo

Lo dice Umberto Eco, in un'intervista di Wlodek Goldkorn pubblicata su L'Espresso. Lo dice quasi en passant, per parlare poi di molte altre cose. E almeno a me mi ha lasciato con parecchia voglia di saperne di più.

Perchè il tema, in sostanza, è questo: la geografia come scienza immaginaria. Ovvero l'evanescenza della scienza del mondo com'è, della scienza che quasi si può toccare, come si tocca la terra che si calpesta. Montagne e pianure, mari e fiumi: ma su tutto la nostra immaginazione.

Il pianeta com'è, ma soprattutto il pianeta come ce lo immaginiamo, come lo sogniamo, in fondo anche come lo vogliamo. Un pianeta, ma anche due pianeti che sono irrimediabilmente diversi e necessariamente uguali.

La geografia dei geografi e la geografia dei viaggiatori immaginari.  Charles Darwin - per dire uno scienziato - ed Emilio Salgari. E ora anche Umberto Eco che mi spiega quello che forse confusamente avevo già intuito:

Sono affascinato dalla geografia immaginaria, perché ogni geografia in statu nascenti lo è, altrimenti registra quello che già si sa

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