giovedì 16 giugno 2011

L'amore per i libri che nasce dal piacere

Il verbo leggere non contempla il modo imperativo

Grande verità, questa, perché l'amore della lettura mette radici con il piacere, non con l'obbligo scolastico, non con il senso del dovere e relativo senso di colpa, che sta ai libri come la Controriforma stava al sentimento religioso. Lo diceva Gianni Rodari, elencando ciò che non si doveva fare: ordinare di leggere, trasformare il libro in uno strumento di tortura, dare la colpa ai bambini se non amano la lettura. E di questo ha scritto in questi giorni Simonetta Fiori, in una bella pagina di Repubblica dal titolo L'amore dei libri spiegato ai bambini.

Cosa fare? Mettersi in gioco con tutti se stessi, direi. Dice Simonetta Fiori, per esempio:

Intanto la lettura a voce alta. I bambini rimangono affascinati da un adulto che sappia interpretare il testo

Non declamare, ma condividere. Creare un rapporto quasi fisico con il libro. Creare complicità. Consegnare alle parole lette le proprie emozioni, farne messaggi in bottiglia che arrivano al cuore.

Pensare che a volte le cose sembrano così complicate. Si dà persa una volta per tutte la partita con la televisione e la playstation. Forse invece basterebbe qualche compito in meno a casa e un po' di tempo in più per leggere insieme.

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