domenica 10 aprile 2011

Se l'odore sta nella cultura di chi annusa

Non ci avevo mai fatto troppo caso - e forse l'ho capito solo leggendo Negri froci giudei & Co. di Gian Antonio Stella - ma è così, l'avversario puzza sempre.

O almeno puzza la persona che classifichiamo irrimediabilmente altro da noi e inferiore. Puzza il nero, puzza il barbaro. E non si tratta solo del più grossolano dei pregiudizi, c'è qualcosa che va più a fondo, che viene prima: perché l'olfatto è il più primitivo dei sensi, quello che precede tutti gli altri anche nello sviluppo di un individuo (il neonato riconosce la madre dall'odore).

Che il razzismo sia prima di tutto una questione di odore? E perché no?

Ricorda l'antropologa francese Annick Le Guérer:


L'odore ha un ruolo fondamentale nelle relazioni umane e le decisioni che sono prese dall'olfatto sono prese al di fuori della sfera della coscienza, della morale e dell'estetica, ossia hanno un carattere radicale ed irrevocabile

E sarà proprio una questione di odore. Purché non dipenda solo dal naso.

Perché l'odore sta anche nella cultura di chi annusa.

1 commento:

  1. Non si diceva di persona snob, quindi potenzialmente razzista, "ha la puzza sotto il naso"?

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