sabato 30 aprile 2011

Quel bambino che giocava a tennis a Varsavia


Ero un bambino di città fino alla punta dei capelli e in città, in mezzo a una foresta di palazzi, ritrovavo i luoghi di magici, quei posti segreti che fanno battere più forte il cuore, così come un bambino di campagna li trova nel buio di un bosco

C'è il mondo prima che il mondo cambiasse, in questo libro. C'è tutta la vita che era così perchè arrivava da lontano passo dopo passo, senza che si potesse immaginare che tutto sarebbe stato cancellato come un segno sulla lavagna.

Via Nowolipie di Jòsef Hen, un titolo davvero scoperto per caso, se ben ricordo navigando senza meta sull'infinito mare di Internet. Ordinato senza nessuna aspettativa, e sì che la Giuntina è una di quelle case editrici da cui è sempre lecito aspettarsi belle sorprese.

Via Nowolipie, cioé gli ebrei dell'Europa orientale prima di Hitler e dello sterminio, prima dello tsunami che avrebbe spazzato via una storia di secoli e secoli. Un libro di vita vera, un mondo popolato di voci e mestieri. Storie, feste e funerali, piatti serviti a tavola, giorni segnati sul calendario.

Solo che non è l'ennesimo libro dedicato allo shetl, al piccolo villaggio ebraico piantato nelle grandi distese rurali dell'Europa che bussa alle porte dell'Asia. Qui siamo a Varsavia, nella grande città, nella capitale di una Polonia ancora non dilaniata dagli appetiti di russi e tedeschi.

Ed è un mondo raccontato con gli occhi di un bambino. Una via, un quartiere, la scuola. Ricordi in prima persona, in un impasto di emozioni a mezza strada, più o meno, tra I ragazzi della Via Pal e Il Giardino dei Finzi Contini - fosse solo per quelle ultime partite a tennis prima della guerra e di ogni altra cosa.

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