lunedì 18 aprile 2011

La paura dei barbari che ci rende barbari

Perché la paura dei barbari è ciò che rischia di renderci barbari

Ci sono dei libri che nemmeno cerchi, che piuttosto ti richiamano all'ordine da uno scaffale della libreria, come un vigile urbano sul ciglio della strada. Libri che forse non hai nemmeno voglia di leggere, almeno di istinto, tanto di queste cose hai già letto tanto una vita fa, sai già tutto, o quasi tutto. Libri che a volte ristagnano tra le "letture in attesa" senza che mai ti decida a fare ciò che senti dovresti fare.

Libri che a un certo punto ti ritrovi sotto gli occhi, non per una scelta consapevole, ma perché sono i tempi che te lo richiedono.

Come questo: Negri froci giudei & Co. di Gian Antonio Stella.

Accendi la televisione, scorri i titoli gridati da diversi giornali, provi a metabolizzare proclami e allarmi: e senti che sì, è bene darsi da fare.

E anche un buon libro, può servire. Per capire, per reagire, per affermare le ragioni della civiltà.

Pregiudizi, ostilità, razzismi. L'eterna guerra degli uni contro gli altri. L'immensa capacità di fare di tutta l'erba un fascio. Il Sud che ha sempre una terra più a Sud. L'ostinata instancabile ricerca del capro espiatorio, sempre coronata dal successo, fosse così anche per il lavoro.


Dice Stella:

Sono stati in troppi, nella storia, a non chiedere mai scusa


Speriamo che non si sia anche noi a essere ricordati tra quelli che non riuscirono a chiedere scusa.

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