sabato 5 febbraio 2011

Salinger, il fantasma che andava al Burger King

J. D. Salinger? Non era lo scrittore svanito nel nulla, l'uomo che si sottrasse a tutto e tutti per un'intera vita? Quasi che quella vita di assenza e mistero fosse il sequel de Il giovane Holden, disagio esistenziale e maledizione dell'altro...

Così si diceva, come no. Sono cresciuto con questa idea per la testa. Lo scrittore fantasma di cui non circolavano nemmeno fotografie, malgrado la sua notorietà planetaria.

E poi ecco che a distanza di qualche mese dalla sua morte saltano fuori alcune lettere inviate a un amico. Che poi non era nemmeno un attore della scena off o un collega in odore di Pulitzer, ma un semplice commerciante di alimentari.

Ed eccolo J.D. Salinger. L'uomo che scrive all'amico per suggerirgli una pinta di birra in un pub di Londra, che ha un debole per le visite agli zoo, che ama il tennis e tifa per quell'irresistitibile antipatico che era John McEnroe. Che non disdegna perfino qualche capatina al Burger King, il non plus ultra dell'American way of life ad altissimo colesterolo, perché gli hamburger, vedete, al Burger King sono davvero cotti alla fiamma....

Questo era J. D. Salinger? 

E a prescindere che, sceso dal suo piedistallo, lui mi piace un bel po' di più, la domanda é: siamo noi che per forza dobbiamo costruirci miti? O è qualche astuta strategia di mercato, alla quale ci è fin troppo facile arrenderci, tanto così c'è perfino più gusto?

1 commento:

  1. Hai ricevuto un Sunshine Award: passaparola!
    http://appuntidiunascrivente.blogspot.com/2011/02/sunshine-award-2011.html

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