venerdì 21 gennaio 2011

Da quando i libri durano così poco

Da quando i libri durano così poco, è facile che si abbia una sola occasione per comprare un libro appena uscito da una piccola casa editrice, perchè la seconda volta sarà troppo tardi. Da quando i libri durano così poco, è facile trovare le pile dell'ultimo best seller di John Grisham o di Ken Follett, ma forse si rischia di dover ordinare - sempre che sia ancora in catalogo - uno dei titoli di Italo Calvino.

E' il mondo dell'editoria italiana di oggi, con i suoi quasi 60 mila libri che escono ogni anno e una distribuzione che ormai ha tempi di presenza negli scaffali e di resa che dire spietati è poco. Nei giorni scorsi ne ha parlato Loredana Lipperini, con una bella inchiesta su Repubblica:

Settecentoventi ore, trenta giorni. I più pessimisti dimezzano a quindici. In Italia, il ciclo vitale di un libro equivarrebbe a una meteora

Mettete sull'altro piatto tutto il tempo che è stato necessario per scriverlo, quel libro, per trovare un editore, per curarlo e accompagnarlo alla pubblicazione... Più o meno come bruciare quattro anni di preparazione nei dieci secondi di un'Olimpiade.

Per fortuna che in questa inchiesta, un po' deprimente, c'è spazio anche per le parole di un libraio come Romano Montroni, che è quasi un appello a tutti i suoi colleghi:


Vedo troppi librai che per affrontare un problema finanziario fanno clic sul computer, tirano fuori l'elenco dei libri che hanno venduto meno negli ultimi tre mesi e rendono a più non posso. Una buona libreria deve sempre avere tre tipi di libri: quelli che si vendono molto, quelli che si vendono meno e quelli che servono a far vendere gli altri

Che poi ha ragione anche in questo, i libri funzionano come le piante che hanno bisogno di essere innaffiate tutti i giorni, per vederle crescere. Non sono alberi di Natale che getti via dopo le feste.

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