mercoledì 26 gennaio 2011

Con Kevin, tenendosi la mano nel sonno

Come al solito Minimum Fax è una garanzia di qualità, quando vuoi posare gli occhi su qualcosa di nuovo, senza sapere bene cosa... soprattutto quando si punta sulla letteratura dall'altra parte dell'oceano.

Di Kevin Canty non avevo mai sentito nemmeno il nome, prima di acquistare questo libro per un impulso inspiegabile, o forse per la copertina che mi aveva colpito. E per questo titolo: Tenersi la mano nel sonno.

Ho scoperto un grande autore di racconti, dalla penna affilata, capace di scavare dietro le situazioni più ordinarie e a volte scontate, per riportare a galla emozioni, solitudini, angosce, speranze. Cittadino a pieno titolo del grande racconto americano di questi anni, che non è solo Raymond Carver. Con una diversa intensità e crudezza, probabilmente, ma con la stessa capacità di portarci dentro il momento, quel momento che è una sospensione, un indugio, un possibile punto di svolta prima di qualcosa che deve accadere.

Interessante anche l'ambientazione in un'America diversa da quella di tanta narrativa.

E tra tutti i racconti, un'emozione particolare per Flipper, per Il vestito rosso ma soprattutto, per quanto mi riguarda, per Carolina Beach, il toccante inizio di una storia tra una malata terminale e un uomo che pare non appartenere più a niente. Molto bello.

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